
Il teatro Milanollo si è riempito di risate e applausi per “Il medico dei pazzi”, brillante commedia tratta dall’opera di Eduardo Scarpetta, con l’adattamento e la regia di Leo Muscato. La trama, esilarante e accompagnata da spunti di riflessione, ruota attorno a Don Felice Sciosciammocca, interpretato da un bravissimo Gianfelice Imparato, alle prese con un nipote scapestrato che, anziché investire negli studi universitari, ha sperperato al gioco il denaro ricevuto dagli zii.
Per non farsi scoprire quando i due vengono a Napoli a fargli visita, il giovane mette in scena un ingegnoso quanto improbabile stratagemma: fa credere a Don Felice che la pensione in cui vive sia in realtà un ospedale psichiatrico che lui gestisce essendosi ormai, grazie alla loro generosità, laureato in medicina. La situazione precipita in una girandola di equivoci quando lo zio si trova a interagire con gli ospiti della pensione, personaggi decisamente eccentrici, ciascuno a proprio modo sopra le righe. Non è difficile, per il malcapitato Don Felice, convincersi della veridicità del racconto, almeno finché la verità non è destinata – inevitabilmente – a venire a galla.
Il ritmo incalzante della messinscena, sostenuto da dialoghi serrati e da un affiatamento evidente tra gli interpreti, ha conquistato il pubblico dall’inizio alla fine. Le risate non sono mancate così come calorosi e prolungati applausi a fine spettacolo.
Accanto alla leggerezza e alla comicità, la rappresentazione offre anche un sottotesto di attualità. Il riferimento al mondo dei manicomi richiama il profondo cambiamento introdotto dalla Legge Basaglia, che ha segnato la chiusura degli ospedali psichiatrici e una svolta radicale nell’approccio alla salute mentale. In questo contesto, la commedia gioca sul confine tra normalità e follia, mettendo in discussione stereotipi e pregiudizi, pur mantenendo sempre un tono brillante.
A impreziosire ulteriormente l’atmosfera, il suggestivo accento – e a tratti il dialetto – napoletano, che ha restituito tutta la vivacità e il colore della tradizione teatrale partenopea, rendendo omaggio alla lezione di Scarpetta e regalando al pubblico una serata di autentico divertimento.






