
Con l’avvicinarsi della scadenza della concessione per i parcheggi blu, prevista per il 21 febbraio, diventa sempre più insistente un interrogativo: rimarranno i duecentoquaranta stalli a pagamento e soprattutto chi li gestirà? Gli intenti dell’Amministrazione, già al centro del dibattito consiliare negli ultimi mesi, sono rimasti a lungo fumosi, almeno fino ad ora.
Stando a quanto emerge dall’atto di indirizzo pubblicato sull’albo pretorio, non è più un mistero che si intenda valutare un modello definito “più flessibile e controllabile”. Il servizio, affidato fino ai primi mesi del 2026 a un soggetto privato, verrà con molta probabilità preso in carico direttamente dal Comune attraverso il noleggio dei parcometri e il supporto operativo per i controlli e i pagamenti elettronici.
«Riteniamo che il passaggio da un modello concessorio a uno di diretta conduzione con noleggio delle attrezzature possa determinare maggiore flessibilità gestionale, riduzione dei costi, un più diretto monitoraggio sulle politiche tariffarie, nonché maggiore certezza e trasparenza delle entrate, garantendo al contempo la continuità del servizio agli utenti – si legge nel documento –. È una scelta prudenziale e temporanea, che consente di ridefinire liberamente il modello organizzativo senza vincoli pluriennali».
Gli uffici comunali sono stati incaricati di predisporre gli atti tecnici ed economici necessari, definire le modalità operative e autorizzare una proroga tecnica di tre mesi dal termine della concessione, quindi dal 21 febbraio al 21 maggio. Una soluzione che permetterà di evitare vuoti gestionali in una fase delicata, mantenendo invariata la possibilità di sosta.
Il tema dei parcheggi a pagamento resta uno dei più discussi in città sin dalla loro introduzione nel 2021, quando si era motivata la scelta con la necessità di favorire la rotazione dei veicoli e contrastare le soste irregolari nelle zone più frequentate del centro storico e in quelle limitrofe alla residenza reale. Nel corso degli anni, secondo i dati presentati alle riunioni consiliari, l’utilizzo degli stalli blu si è mantenuto su livelli costanti, segnale – a detta della maggioranza – di un sistema che ha trovato un proprio equilibrio, pur continuando a dividere l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari, tra chi pensa che la loro adozione abbia inciso sulle problematiche del commercio locale e chi invece ritiene ne abbia beneficiato.
