
Un viaggio sospeso tra realtà e finzione, tra i ricordi d’infanzia e la grande Storia che ha cambiato l’Italia. Venerdì 6 febbraio, la sala Sant’Agostino della biblioteca civica ha ospitato un pubblico delle grandi occasioni per la presentazione de “Il cortile di via Mazzini”, l’ultima fatica letteraria del nostro concittadino Beppe Magliano. In un dialogo serrato e coinvolgente con Emma Mana, l’autore ha svelato la genesi di un romanzo che sceglie come palcoscenico l’immaginaria “Borgonovo”.
Eppure, per i saviglianesi presenti, è stato impossibile non scorgere tra le righe i profili familiari della nostra piana: le piazze dedicate all’eroe risorgimentale, la suggestione della processione del Cristo nel periodo pasquale e l’immancabile “piazza nuova”.
Al centro del racconto c’è un cortile di provincia, un micromondo che tra gli anni ’30 e i ’60 diventa lo specchio del Paese. A guidare il lettore è lo sguardo curioso di Fausto, un bambino che dal terzo piano osserva le vite dei vicini: dal misterioso Bruzzone, legato a una donna “fascistissima”, alla signora Capuano con le sue radici napoletane, fino alla nobile umanità del dottor Trevi e alle note del pianoforte della moglie Lidia.
«Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale», ha precisato Magliano rispondendo alle tante curiosità del pubblico sulla veridicità dei protagonisti. L’autore ha poi spiegato come la realtà sia stata solo la scintilla iniziale: «Si tratta di ricordi e racconti rielaborati, frammenti di vita che nelle pagine hanno trovato un volto nuovo, quello del romanzo».
Attraverso questo vivace affresco, la piccola cronaca del cortile si intreccia con i grandi traumi e le rinascite del Novecento: il fascismo, l’orrore dell’occupazione nazista, la gioia della Liberazione, fino alle trasformazioni del boom economico e alle ondate migratorie. Un libro che è un atto d’amore verso la memoria collettiva, capace di trasformare un indirizzo qualunque in un luogo dell’anima.
