
Un unico direttore per i reparti di Ostetricia e Ginecologia dell’azienda Santa Croce di Cuneo e del Santissima Annunziata, questo il nuovo progetto integrato per far aumentare l’attrattività delle due strutture e rilanciare, in particolare, quella delle corsie saviglianesi.
L’iniziativa, già presentata in autunno alla presenza dell’assessore ragionale Riboldi, è stata ufficializzata lunedì mattina alla presenza del dottor Andrea Puppo, nuovo “doppio” primario, del direttore generale dell’AslCn1 Giuseppe Guerra e del commissario straordinario del Carle Livio Tranchida.
«Un progetto condiviso su cui lavoriamo da tempo e che prosegue il nostro intento di fare rete come già accaduto con la collaborazione tra le Neurologie – ha spiegato Guerra -. Negli scorsi mesi abbiamo affrontato un periodo complicato per cui voglio ringraziare chi ha dato anima e corpo per questo ospedale, in primis il reparto di Ginecologia e Ostetricia di Mondovì, il Consultorio, il S. Croce e altre aziende sanitarie convenzionate. Soprattutto Alessandro Bottero, che in qualità di direttore sostituto della struttura, ha dato il massimo di sé».
Sulla stessa linea anche il commissario Tranchida che ha ricordato come questa collaborazione tra le aziende non sia la prima e di come la sanità piemontese debba puntare molto su sinergie simili. Dai primi di febbraio sono già 8 i nuovi ginecologi che hanno accettato di entrare a far parte dell’equipe del dottor Puppo, nonostante l’iniziativa rimanga a termine e abbia come obiettivo ultimo quello di potenziare e render più attrattivo il reparto di Savigliano.
«Lavoreremo a una proposta innovativa con un’équipe unica che si muoverà sulle due sedi. Ho notato con soddisfazione l’entusiasmo tra il personale di questo ospedale e sono convinto che, attraverso percorsi di formazione strutturati, ricostruiremo la storia della struttura. I numeri sono sempre una conseguenza del buon lavoro e qui le premesse per fare bene ci sono tutte. Saremo attivi anche sulla ginecologia, con la possibilità di collaborare all’interno di una squadra mista con chirurghi e urologi».
