
Gennaio è il mese dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione sui corretti stili di vita e sulla diagnosi precoce. Anche la Regione rinnova in questo periodo il proprio impegno sul fronte della tutela della salute, con particolare attenzione alla prevenzione dei tumori femminili e, nello specifico, del tumore del collo dell’utero.
Il carcinoma della cervice uterina è una patologia che, grazie alla diffusione degli screening organizzati, oggi può essere individuata e curata nelle fasi iniziali, prima che si trasformi in una forma invasiva. I dati lo confermano: negli ultimi decenni in Italia l’incidenza e la mortalità per questo tumore sono diminuite in modo significativo, soprattutto tra le donne più giovani. In Piemonte, dove il programma regionale Prevenzione Serena è attivo dai primi anni Novanta, l’andamento è ancora più incoraggiante, con un calo costante dei nuovi casi e una mortalità avviata verso l’azzeramento.
La principale causa del tumore del collo dell’utero è l’infezione da Papillomavirus umano (HPV), un virus molto diffuso che si trasmette per via sessuale. Nella maggior parte dei casi l’infezione regredisce spontaneamente, ma alcune varianti ad alto rischio possono provocare alterazioni cellulari che, se non intercettate in tempo, possono evolvere in tumore. Ecco perché la prevenzione e lo screening periodico rappresentano strumenti fondamentali.
Il programma Prevenzione Serena si rivolge alle donne residenti o domiciliate in Piemonte tra i 25 e i 64 anni, che vengono invitate gratuitamente a effettuare il Pap test o il test HPV, in base all’età e alla storia vaccinale. Il Pap test è indicato per le donne più giovani, mentre il test HPV, più sensibile ed efficace nel lungo periodo, è riservato alla fascia tra i 30 e i 64 anni, con controlli ogni cinque anni in caso di esito negativo.
