
Una parentesi che si chiude, dopo anni di incomprensioni e tensioni. Con il conferimento del titolo di capogruppo onorario a Secondo Cavallo, l’ascia di guerra è definitivamente seppellita.
Alla presenza delle autorità civili e della sezione ANA di Cuneo, venerdì scorso nella sede di corso Caduti, Cavallo ha ricevuto il riconoscimento che va oltre il semplice merito personale per diventare il simbolo di una ritrovata coesione tra le penne nere saviglianesi. L’onorificenza mette il sigillo definitivo sulla pace tra il Gruppo Alpini Savigliano e quello di Borgo Pieve.
La scissione, che per anni ha visto le penne nere cittadine divise in due realtà distinte, era stata ricomposta già lo scorso anno con il rientro di Borgo Pieve – guidato negli ultimi tempi da Piermario Canale – all’interno del gruppo storico. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Antonello Portera e l’ex primo cittadino Claudio Cussa, cui è stato riconosciuto il ruolo di mediatore costante, un lavoro silenzioso durato anni per riavvicinare le parti e rasserenare gli animi.
La storia di Cavallo con il cappello alpino inizia lontano, nel 1970. Come molti ventenni di provincia dell’epoca, la partenza per il servizio militare non fu accompagnata dall’entusiasmo, ma dal timore del cambiamento: dopo il Car a Bra, arrivò il trasferimento a Torino presso la caserma Montegrappa, brigata Taurinense. In quella metropoli allora sconosciuta, il giovane Cavallo ammise di essersi sentito inizialmente “spaesato”, un ragazzo di provincia catapultato in una realtà troppo grande. Eppure, proprio da quello spaesamento è nata una dedizione che lo ha portato a guidare il Gruppo Savigliano per oltre un quarto di secolo, prima di passare al Borgo Pieve.
