
Provaci ancora, Sam. Oltre ad essere il titolo della celebre commedia scritta e interpretata da Woody Allen, in chiave Pro loco la frase potrebbe assumere tutto un altro significato. Tra meno di un mese, il 29 giugno, scadrà infatti il mandato quadriennale del direttivo uscente.
L’assemblea dei tesserati sarà presto chiamata alle urne per eleggere i nuovi membri del consiglio, i quali, a loro volta, sceglieranno il presidente. In vista dell’imminente convocazione del direttivo per l’approvazione del bilancio – momento in cui si parlerà inevitabilmente anche di elezioni – abbiamo provato a tastare il polso del presidente uscente Samuel Lerda, che si appresta a portare a termine il suo mandato.
Cuneese, 45 anni, Lerda vive a Cavallermaggiore dal 2007. È stato tra i fondatori dell’associazione “Pro Tetto Migranti”, di cui è stato vicepresidente e poi consigliere, ed è una delle voci di Radio Braontherocks. Dal giugno 2022 guida la Pro loco di Cavallermaggiore APS (Associazione di Promozione Sociale), un ente che costituisce un pilastro fondamentale nel tessuto sociale, culturale ed economico del territorio. Fondata sui principi del volontariato e della valorizzazione locale, l’associazione coordina l’attività di decine di soci e, dal 2024, è ufficialmente iscritta al Runts (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).
Operando in sinergia con l’Amministrazione comunale e le realtà produttive locali, la Pro loco assicura una copertura continua di eventi durante tutto l’anno: dalla Sagra del Gorgonzola alla conservazione delle tradizioni popolari, dalla promozione di rassegne culturali (come la Fiera dell’Editoria Piemontese) fino ai mercatini tematici e alle iniziative di aggregazione sociale.
Allora presidente Lerda, ci proverà ancora per un mandato bis?
«Intanto bisogna pensare a finire questo mandato. Poi, magari, di questo e altro si parlerà nella riunione con il direttivo che, tra l’altro, a parte due defezioni, è rimasto compatto per tutti i quattro anni».
Quindi ci sarebbe una sua disponibilità?
«Dipende anche dalla squadra, da chi accetterà i vari ruoli. Una mia idea è che ci vorrebbe, in futuro, una maggiore apertura verso i tesserati».
L’intervista prosegue sul Corriere in edicola.
