
La Crusà Neira ha ospitato, nella serata di mercoledì 3 dicembre, l’ultimo degli appuntamenti del ciclo Santa Rosa 200. Per celebrare ancora una volta il nostro concittadino, è intervenuto il racconigese Giovanni Bonavia che ha presentato il suo romanzo storico in due volumi dal titolo “Esule per un sogno” e “La profezia d’Italia”.
Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura Roberto Giorsino, l’autore ha parlato della nascita del romanzo che, in circa mille pagine, parla della vita, dei sogni e delle gesta di Santorre di Santa Rosa. «Qualcuno di voi è stato a Sfacteria? Era la terra degli eroi omerici e anche di Santa Rosa, dove combatte e muore», ha spiegato lo scrittore.
Dopo alcuni cenni storici su Sfacteria, ha continuato raccontando l’origine del libro, fatta di ricerche storiche anche sui testi di Chiara Tavella, su documenti originali e su altri scritti del professor Giulio Ambroggio che ha a lungo analizzato e studiato Santorre di Santa Rosa.
«La mia opera è nata a Pylos, dove tornerò il prossimo anno per presentare un film su Sfacteria e Santa Rosa all’assessore alla Cultura di quella città».
Bonavia ha evidenziato come Santa Rosa sia stato “dimenticato” per anni dalla storia italiana e come invece il Carducci lo ricordi con “Innanzi a tutti, o nobile Piemonte, quei che a Sfacteria dorme e in Alessandria diè a l’aure primo il tricolor, Santorre di Santa Rosa” nella sua Ode al Piemonte.
«Santa Rosa ha sempre messo il cuore oltre l’ostacolo, ha lottato per amore della Libertà e in questo volume troverete proprio l’uomo Santorre, colui che si dichiarava nato da una tredicenne che non lo aveva completato ma gli aveva donato di compiuto soltanto il cuore», ha concluso Bonavia.
