
Oltre ventimila passaggi al giorno: un numero che pesa come un macigno sul semaforo di via Suiniglia. Secondo un vecchio report della Provincia, questi sono i veicoli che quotidianamente transitano all’incrocio che oggi rappresenta il collo di bottiglia della viabilità saviglianese, con ripercussioni sull’intera rete stradale cittadina. Una stima approssimativa che, oggi dopo la decisione dell’Amministrazione di affidare all’ingegner Filippo Ferrari un monitoraggio puntuale – dovrà essere aggiornata: servono numeri, picchi orari e tipologie di mezzi per capire se quel nodo può essere trasformato in una rotatoria o se bisogna intervenire in qualche altro modo, magari modificando il sistema delle svolte.
«In linea con l’Agenda della Mobilità dello Studio Decisio, abbiamo scelto di partire dai numeri – dice Federica Brizio, assessora ai Lavori Pubblici –. La domanda che tutti si fanno è: si può fare una rotonda per rimuovere il semaforo? Lo spazio è poco, la sfida tecnica è complessa, ma prima di fare ragionamenti più approfonditi servono dati oggettivi. L’obiettivo è velocizzare il transito senza compromettere la sicurezza, magari obbligando certi percorsi per fluidificare l’incrocio».
VIA DELLA MORINA
Se via Suiniglia resta un’incognita, qualcosa si muove sul fronte di via della Morina, all’altezza del cavalcaferrovia sulla statale per Saluzzo, teatro in passato anche di incidenti mortali. Giovedì 19 marzo, un vertice tra Comune, Provincia e Anas ha posto le basi per progettare la sostituzione dell’incrocio a raso con una rotonda. Pare che tra gli enti ci sia sintonia, ma resta lo scoglio dei finanziamenti. Con le casse provinciali praticamente vuote, la palla passa al Ministero. Anas avvierà le valutazioni tecniche, ma la progettazione dipenderà dai fondi statali.
«C’è stata molta concordia sulla necessità dell’opera – spiega ancora Brizio –. Anas porterà le istanze al Ministero, noi vigileremo affinché il progetto possa vedere la luce».
