
È l’unico rimasto, ma tutti lo vorrebbero mandare in pensione. Sostituirlo con una rotonda, rottamarlo con un sottopasso. Il semaforo di via Suniglia, specie in questi mesi di traffico intenso a causa della chiusura del ponte di via Moreno (vedi articolo), ha messo in luce tutte le sue criticità: le lunghe code all’incrocio, l’inquinamento atmosferico e acustico che esse comportano e la previsione di un aumento dei transiti con la prossima apertura del nuovo ospedale obbligano gli amministratori a una seria riflessione sulla sua sostenibilità.
Ma come sostituirlo? È questo il vero tema di cui, in momenti diversi, si è parlato nel corso dell’ultimo Consiglio. A stimolare il dibattito è stata prima un’interpellanza di Spazio Savigliano (che chiedeva conto dello stato di progettazione della viabilità collegata al nuovo ospedale di pianura), poi la presentazione di un emendamento al bilancio (sempre dello stesso gruppo) per dirottare 80 mila euro per programmare degli interventi di miglioramento sulla rete. Secondo il gruppo di centrosinistra, il Comune dovrebbe iniziare a interessarsi di almeno tre criticità: il semaforo, la necessità di una rotatoria dopo il ponte delle piscina (all’incrocio con la strada per Costigliole, prima del cavalcaferrovia), l’assenza di una fermata sulla linea ferroviaria Savigliano-Saluzzo in prossimità del prossimo ospedale. «Non possiamo aspettare di avere l’ospedale pronto per interrogarci sulle ricadute di esso sulla viabilità, l’Amministrazione deve fare la propria parte», ha detto il capogruppo Paolo Tesio.
L’unica questione di cui può interessarsi direttamente – come hanno sottolineato nei propri interventi gli esponenti della maggioranza – è il semaforo: le altre competono ad enti sovracomunali (Provincia, Regione e Anas), con cui c’è un «costante e proficuo confronto», stando alle parole del sindaco Antonello Portera. «L’incrocio di via Suniglia è un collo di bottiglia per l’intera viabilità, per chi proviene sull’asse nord-sud e per chi deve attraversare la città su quello estovest. Ce ne stiamo accorgendo sempre di più, nonostante le accortezze prese per rendere più fluido il transito (come l’allungamento del tempo del verde sulla direttrice principale) – ha spiegato l’assessore alla Viabilità, Federica Brizio –. È una criticità da risolvere, ma non è così facile: non c’è spazio per una rotonda (a meno di espropriare terreni) e un sottopasso è da escludere, viste le falde così alte in città».
In stand by anche l’idea – seppur non di competenza comunale – di una fermata del treno dietro l’ospedale unico: la linea dista circa 800 metri dall’area dove si costruirà e sarebbe necessario uno svincolo ferrato con ulteriore consumo di suolo. Probabilmente la soluzione sarà l’istituzione di una navetta dalla stazione di Savigliano, con diverse fermate in centro città.
