
Anche se resta lontana dai riflettori, la gestione della salute dei cimiteri cittadini rappresenta una delle attività che l’Amministrazione comunale è tenuta a garantire per mantenere il decoro e la sicurezza di un luogo tanto significativo. Recentemente, il tema è tornato al centro del dibattito pubblico, non solo per la conclusione dei lavori al cimitero della frazione di San Salvatore (dove nei mesi scorsi è stato ultimato un nuovo padiglione di loculi resosi necessario per l’esaurimento degli spazi disponibili), ma anche per le discussioni in Consiglio comunale riguardanti la cupola del sacrario dei partigiani, che manifesta anch’essa evidenti necessità di intervento.
Forse proprio in risposta a questa crescente attenzione, nei giorni scorsi, gli uffici del municipio hanno redatto un “documento di indirizzo alla progettazione”, una sorta di piano preliminare per la sistemazione del cimitero di via Torino, un complesso architettonico edificato tra il 1912 e il 1917 che oggi mostra i segni del tempo. Come evidenziato nella relazione, la situazione attuale è caratterizzata da criticità strutturali non trascurabili, dovute all’età degli immobili e all’azione degli agenti atmosferici.
In particolare, i cicli di gelo e disgelo hanno causato una diffusa disgregazione delle superfici e microfessurazioni sulle facciate, mentre le mutazioni del terreno hanno ridotto l’efficacia delle fondazioni, portando a cedimenti della pavimentazione e delle strutture portanti. Un elemento che balza all’occhio visitando il camposanto è lo stato di emergenza in cui versano alcune aree: per prevenire pericoli e garantire la pubblica incolumità, diverse zone sono state oggetto di provvedimenti drastici, risultando attualmente inagibili o soggette a limitazioni.
Passeggiando si possono scorgere padiglioni parzialmente recintati con reti da cantiere o strutture che hanno richiesto l’installazione di puntelli metallici per sostenere le arcate e le volte più ammalorate, segni tangibili di un degrado che rischia di compromettere la fruibilità dei luoghi. Per porre rimedio a questa situazione, il Comune sta valutando un intervento di manutenzione straordinaria finalizzato al consolidamento strutturale, escludendo l’ipotesi di demolizione delle vecchie maniche per preservare il valore storico del sito.
La strategia prevede di procedere per fasi, assegnando la priorità assoluta alla cosiddetta “zona A”, che comprende il secondo e il terzo ampliamento del cimitero (a sinistra dell’ingresso principale), ritenuta l’area con le criticità più urgenti. Solo in un secondo momento si interverrà sulla “zona B”, l’area semicircolare che ospita i padiglioni identificati dalle lettere dalla L alla Q.
