
«Un doveroso tributo a un uomo che, con la sua penna delicata e la sua presenza discreta, era riuscito a fare breccia nei nostri cuori».
Così ha aperto l’incontro, giovedì scorso, la relatrice Luisa Perlo, davanti a una sala consiliare gremita. L’occasione era ricordare il concittadino Vittorio Gullino e presentare il suo libro postumo, “Ti e Mi”, una raccolta di poesie e racconti, completata pochi mesi prima della sua scomparsa, avvenuta ad agosto.
Il volume è dedicato alla moglie Maria Paola Bonavia, presente al momento celebrativo, e nasce come dono per i quarant’anni di matrimonio. Seduti, tra gli altri, anche l’attore Pierbartolo Piacenza, che ha letto alcuni testi scelti, Candida Rabbia, studiosa di lingua e cultura piemontese, Attilio Rossi, amico fraterno, e il cognato Giovanni Bonavia, intervenuti per condividere pensieri d’affetto, rigorosamente in dialetto.
«La montagna, il rapporto con gli animali, il tempo che scorre e i ricordi, raccontati con prosa incisiva. In queste pagine Maria Paola è una figura costante, ma molti temi cari attraversano la produzione dell’autore – ha sottolineato Perlo -. Gullino aveva un modo lieve di essere, capace di arrivare al senso delle cose con leggerezza e uno stile che lasciava insegnamenti senza appesantire. Era innamorato della vita, della natura e della sua famiglia».
