
C’è un pezzo della storia di Marene che torna a prendere forma tra oggetti, strumenti e testimonianze d’altri tempi. A raccoglierne le tracce sarà il Museo agricolo, allestito nella cascina Viancina di via Viancini, un’antica struttura tipica piemontese la cui costruzione, secondo le ricerche effettuate, risalirebbe alla fine del Settecento.
La storia di questo luogo è strettamente legata alla famiglia Racca. Nel 1942, a soli 18 anni, Giacomo Racca, insieme ai due fratelli e alle quattro sorelle, prese in mezzadria circa metà della proprietà, per un’estensione di 16 ettari. L’altra parte era coltivata dalla famiglia Risso, che nel 1959 lasciò la cascina, permettendo ai Racca di occuparla interamente. Giacomo si sposò nel 1954 con Anna Biolatto e, nel 1965, anche l’ultimo dei fratelli si sistemò e andò via.
Rimasero così Giacomo e Anna con i loro sette figli, tutti nati in quella casa. Proprio dai ricordi familiari, legati all’infanzia e alla giovinezza trascorse tra quelle mura, è nata l’idea di far rivivere la dimora rurale attraverso un museo.
Un luogo che vuole raccontare un modo di vivere profondamente legato alla terra, quando il lavoro nei campi richiedeva fatica e impegno quotidiano, prima dell’arrivo della meccanizzazione. Il museo, dedicato ad Anna Biolatto e Giacomo Racca, raccoglie strumenti del lavoro agricolo, utensili e oggetti di tutti i giorni, con l’obiettivo di conservarne la memoria e permettere anche alle nuove generazioni di conoscere le proprie radici.
Non soltanto una raccolta di reperti, dunque, ma la testimonianza di una realtà familiare e contadina che per decenni ha rappresentato una parte importante della vita del paese. L’inaugurazione è in programma sabato 10 ottobre.
