
Pubblico delle grandi occasioni sabato mattina all’inaugurazione della mostra a Palazzo Cravetta dove in tanti sono accorsi per le fotografie dei soci del Circolo Imago, raccolte nella collettiva Armonie, e per ammirare i lavori del famoso fotografo Guido Harari con i suoi ritratti della Caverna Magica.
Harari, che ha fotografato personaggi come Bob Dylan, Lou Reed, Fabrizio De Andrè, i volti più noti della musica e della cultura nazionale e internazionale, a Savigliano ha deciso di portare traccia del suo nuovo lavoro, dedicato ai cosiddetti invisibili, le persone normali, inteso come prive di notorietà.
Un cambio di attenzione per chi ha costruito la propria professione sui grandi nomi e che con il progetto della Caverna ha trasformato lo spazio di uno scatto in luogo d’incontro, in cui ascoltare le storie delle persone.
Sono state proprio queste a entrare nella fotografia per raccontare qualcosa e trasmettere emozioni a chi le guarda: «Nelle immagini – ha detto Harari – c’è il percorso di una vita. C’è il momento tra una madre e una figlia, per fermare il tempo di fronte a una malattia terminale. Così come c’è l’occasione per tornare a vivere, anche grazie all’essere guardati attraverso un obiettivo».
Harari ha ricordato alcune reazioni di persone anziane o malate che dopo l’esperienza della fotografia sono come tornate alla vita almeno per un po’: «Quasi che una luce si fosse di nuovo accesa», ha spiegato, evidenziando come la fotografia sia anche un modo per essere visti e valorizzati. Poco colore, per lo più bianco e nero a dominare sulle pareti riempite dalle immagini del grande fotografo, accolto con calore a Savigliano.
Come ha evidenziato il sindaco Antonello Portera: «Questa sarà probabilmente la mostra più fotografata di sempre».
Presenti naturalmente anche i rappresentanti del Circolo Imago, cui si deve l’essere riusciti a portare in città un nome così importante.





