
Dal 1° luglio entreranno in vigore i nuovi adeguamenti tariffari per il trasporto pubblico locale in Piemonte, portando un aumento dei costi per treni regionali e autobus extraurbani. La decisione, formalizzata lo scorso 27 gennaio dall’Agenzia della Mobilità Piemontese, segue il meccanismo di adeguamento automatico all’inflazione programmata previsto da una norma regionale del 2013.
Tuttavia, la notizia arriva in un momento di forte tensione per la rete ferroviaria, segnata da guasti e cantieri che stanno mettendo a dura prova la pazienza degli utenti. Il ritocco dei prezzi colpirà in modo trasversale diverse tipologie di titoli di viaggio. Gli abbonamenti settimanali vedranno incrementi tra i 10 e i 50 centesimi, mentre per i mensili la forbice del rincaro oscillerà tra i 50 centesimi e i 2 euro. L’impatto più evidente riguarderà gli abbonamenti annuali, con rincari compresi tra 4 e 18 euro a seconda della tratta.
Anche il sistema integrato “Formula”, fondamentale per chi si sposta nell’area metropolitana di Torino tra mezzi Gtt e Trenitalia, subirà variazioni: i mensili aumenteranno tra 50 centesimi e 1,50 euro, mentre i settimanali cresceranno di una quota tra 10 e 40 centesimi. Restano invece invariate le tariffe dei biglietti integrati A e B (rispettivamente a 3,90 e 4,60 euro). Per le corse singole a lunga percorrenza, si prevedono aumenti contenuti tra 10 e 20 centesimi.
Se si guarda al periodo più lungo, sommando gli adeguamenti degli ultimi sei anni, il costo del trasporto è lievitato del 20% rispetto al 2020. Contro questa decisione si è schierato compattamente il Co.M.I.S. (Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile), che ha inviato una formale richiesta di sospensiva al presidente regionale Alberto Cirio e all’assessore Marco Gabusi. I comitati dei pendolari definiscono il servizio attuale come «talvolta carente e talaltra disastroso».
Oltre alla qualità del servizio, il Co.M.I.S. pone l’accento sulla tenuta economica delle famiglie.
