
Domenica 20 settembre, la casa di riposo di Cavallermaggiore ha aperto le proprie porte alla comunità con una nuova iniziativa pensata per coinvolgere gli anziani e farli sentire sempre più parte integrante della vita del paese.
È stato un pomeriggio di incontro e condivisione che ha saputo unire il momento religioso a quello conviviale. Alle 16 è stata celebrata la messa, presieduta da don Marco Fogliotti e don Piero Gallo. Durante l’omelia, don Marco ha riflettuto sulla parabola del giorno, soffermandosi sul modo in cui spesso si affronta la vita: aspettando che le cose migliorino e sopportando le fatiche del presente, anche nella prospettiva della felicità eterna promessa dalla fede.
«Ma proprio nella fatica – ha sottolineato il sacerdote – rischiamo di dimenticare la gioia e le soddisfazioni che questo percorso può regalarci».
Al termine della celebrazione, il presidente della Cittadella della Salute, Alessandro Sandra, ha voluto ringraziare tutti i benefattori che negli anni hanno sostenuto la struttura, ricordando come senza il loro contributo non sarebbe stato possibile realizzare la nuova sede (la precedente, infatti, aveva alle spalle ben 250 anni di storia).
Durante i saluti è stato ricordato che «quando si ha una certa età, più si sta in famiglia meglio si sta», ma poiché le condizioni non sempre lo permettono, le case di riposo rappresentano una realtà fondamentale, capace di offrire risposte concrete e di fare da cuscinetto tra la propria dimora e l’ospedale.
Attualmente gli ospiti sono 80 suddivisi tra 73 in Rsa (residenza sanitaria assistenziale) e 7 in Raa (residenza assistenziale alberghiera). Un 40% è originario di Cavallermaggiore, gli altri ospiti sono provenienti da Racconigi, Cavallerleone, Monasterolo e Savigliano.
Tutto per una capienza globale di 80 posti a disposizione che potrebbero essere incrementati con la ristrutturazione della parte vecchia (padiglione superiore) che è stata svuotata per ragioni di sicurezza.


