
Con un ordine del giorno presentato dalla maggioranza e una mozione rivista dall’opposizione, il Consiglio comunale di Cavallermaggiore ha scelto la linea della fermezza: martedì scorso, l’assemblea ha simbolicamente “incenerito” l’ipotesi dell’inceneritore. Nonostante le tensioni della vigilia, tra i banchi del Consiglio è prevalso il senso di comunità. Dopo un’attenta analisi e una breve sospensione della seduta per limare i testi, il principio di precauzione ha vinto su tutto, portando a un voto compatto.
La minoranza ha sostenuto l’ordine del giorno della maggioranza (incentrato sulla preoccupazione per la qualità dell’aria e l’impatto ambientale), mentre la maggioranza ha sottoscritto e votato la mozione dell’opposizione, dopo averne concordato le modifiche.
TRE MESI DI TENSIONI
La vicenda è esplosa a fine gennaio nella frazione Foresto – luogo di residenza dello stesso sindaco Davide Sannazzaro – quando hanno iniziato a circolare voci insistenti su una richiesta per realizzare un impianto di smaltimento di pali telefonici in legno trattato.
Si tratta di materiali che possono contenere sostanze pericolose, e il sito individuato sarebbe un’area artigianale adiacente alla provinciale per Sommariva Bosco, in una zona a forte vocazione agricola. La preoccupazione dei residenti per la salute pubblica e l’ambiente è cresciuta rapidamente. Nonostante le rassicurazioni del sindaco – che ha confermato un contatto esplorativo con la ditta Stella Spa di Cuneo nel 2024, ribadendo però di non aver mai ricevuto alcuna istanza ufficiale – la polemica è divampata sui social e sui media.
La mobilitazione è culminata nella nascita di un comitato per il “No all’inceneritore”, capace di raccogliere 700 firme in poche settimane per chiedere tutela alle istituzioni.
