
Domenica 18 gennaio, Monasterolo ha celebrato la festa di Sant’Antonio Abate, una delle figure più significative del monachesimo antico e tra i primi religiosi a scegliere una vita di solitudine, dedicata alla preghiera, all’ascesi e alla contemplazione. Santo molto venerato soprattutto in Occidente, Sant’Antonio Abate è tradizionalmente considerato il guaritore dell’herpes zoster, noto popolarmente come “fuoco di Sant’Antonio”, ed è anche il protettore degli animali domestici. La sua iconografia lo raffigura spesso con un porcellino ai piedi, simbolo delle tentazioni del demonio, che secondo la tradizione si manifestava anche sotto le sembianze di questo animale.
Le celebrazioni hanno preso avvio con la messa, durante la quale don Piero ha impartito la benedizione del pane, segno di condivisione e di attenzione verso i più bisognosi. Al termine della funzione, dopo la benedizione degli animali, nel cortile dell’oratorio ha avuto luogo l’incanto, organizzato dai giovanissimi rettori Luigi Molinatto e Mattia Monge.
L’asta è stata condotta con ritmo e competenza dal brillante Tonino Prochietto, capace di coinvolgere il numeroso pubblico presente e di portare tutti i prodotti offerti ad aggiudicazioni particolarmente vantaggiose. Agnelli, conigli, galline, capponi, cesti di prodotti alimentari, insieme all’immancabile bastone e alla tradizionale “ciòca” di Sant’Antonio, hanno animato una vendita seguita con attenzione e partecipazione, tra rilanci, applausi e commenti, a testimonianza di una comunità viva e profondamente legata alla propria tradizione.
Circa novanta persone hanno quindi preso parte al pranzo conviviale ospitato nei locali dell’oratorio, preparato dal catering Valle Varaita. I rettori hanno devoluto all’asilo l’intero ricavato della giornata, pari a 1.516 euro, somma alla quale la Pro loco ha aggiunto ulteriori 800 euro.




