
Nonostante da queste parti il clima Mondiale sia arrivato solo a sprazzi, con gli Azzurri che, come ben noto, hanno nuovamente mancato la qualificazione, c’è chi in queste settimane si è goduto appieno l’entusiasmo e la festa della competizione sportiva più importante del pianeta.
I “gemelli” di Duncanville sono stati infatti immersi nel clima di sport che si è respirato nella vicinissima Dallas, sede di diversi match dell’edizione 2026, ospitata da Canada, Messico e appunto Stati Uniti. Cinque le partite della fase a gironi, due sedicesimi, un ottavo e una semifinale: questo il palinsesto che ha visto protagonista lo stadio di Arlington, a circa 25 chilometri dalla cittadina gemellata con Monasterolo.
«La situazione qui è stata incredibile. Il Fair Park, dove abbiamo portato gli italiani in occasione della “Great State Fair of Texas”, ospitava una fan zone gigantesca – il racconto della “gemella” Sandi Ciarochi -. Non sono passati solo i tifosi delle squadre che si sfidano di volta in volta, ma tutte le nazionalità presenti nella zona, soprattutto i popoli ispanici, si sono radunate qui per vedere la propria squadra. Inoltre i vicini Toyota e Mansfield Stadium sono stati usati come campi base per le nazionali».
A dispetto di una cultura calcistica in crescita, ma comunque ancora lontana dalla passione europea e sudamericana, il Mondiale 2026 ha restituito bellissime immagini di tifo e soprattutto, visti i tempi, di grande fraternità tra i popoli, avversari in campo ma amici e compagni di festa sugli spalti e in giro per le tante città protagoniste. Per far fronte all’arrivo di migliaia di tifosi, i locali si sono dovuti organizzate e tanto hanno fatto parlare anche i prezzi delle sistemazioni e dei biglietti per entrare allo stadio.
