
Il tema di grande attualità dell’Intelligenza Artificiale è stato oggetto della riunione della Consulta Attività Produttive di mercoledì scorso: relatore il consulente informatico Fabio Mattis.
«Cos’è l’intelligenza artificiale? Una tecnologia che esegue compiti, serve a prendere decisioni, risolvere problemi e automatizzare processi – ha introdotto Mattis -. Oggi se ne parla molto ma i suoi inizi hanno radici nel 1950 con studi svolti dal matematico e sistemista Alan Turing e che una delle prime volte in cui si parlò molto di questa tecnologia fu quando nel 1997 un computer – quindi di fatto Intelligenza Artificiale – sconfisse in una partita a scacchi il campione mondiale Kasparov. Alcuni anni dopo, nel 2011, questa tecnologia entrava nelle nostre tasche con i primi smartphone e oggi abbiamo Chat Gpt e Copilot, con tutti i pro e contro che comportano. Le app che usano la tecnologia A.I. oggi sono nel manifatturiero, nel commercio, negli uffici. Applicazioni come Google Map e Google Translator sono usate da una decina di anni».
Dopo questa introduzione l’argomento è passato alla spiegazione di come questa tecnologia funziona: «L’intelligenza artificiale è basata su una rete detta neuronale che emula il funzionamento del cervello umano. Questa tecnologia impara e apprende dalle nostre richieste e informazioni inserite come se fosse un bambino. Impara via via correggendo gli errori. Bisogna però prestare attenzione nell’utilizzo di queste app e programmi: il rischio è di far regredire la mente e la creatività. Per fare un esempio: i nostri nonni facevano calcoli complessi con solo carta e penna, cosa del tutto scomparsa con l’avvento delle calcolatrici tascabili. Le app di A.I possono riconoscere oggetti, persone, generare immagini e tutto in pochi secondi con un nostro input».
