
Domenica 3 maggio si è chiusa la mostra dedicata a Klimt ospitata nelle meravigliose sale di Palazzo Cravetta. Un evento di forte interesse, che ha richiamato visitatori non solo saviglianesi. L’esposizione, dal titolo “Gustav Klimt – Segno e Visione”, raccoglieva 60 collotipie provenienti dalla collezione di Fiorenzo Silvestri, elementi di altissimo pregio artistico e documentario capaci di restituire una visione approfondita dell’opera dell’artista viennese. Tra i pezzi di particolare rilievo c’era anche un bozzetto originale inedito, riconducibile a uno studio preparatorio dell’opera Bisce d’Acqua.
A manifestazione conclusa, insieme all’assessore alla Cultura Roberto Giorsino e alla responsabile dei Servizi culturali Laura Mellano, tracciamo un bilancio del progetto espositivo.
Iniziamo con i numeri. Quanti sono stati gli ingressi alla mostra? Il pubblico ha risposto come vi aspettavate?
«È andata molto bene – esordiscono Mellano e Giorsino -. I numeri lo dimostrano: circa 1.850 accessi a fronte di due mezze giornate di apertura a settimana. L’esposizione era infatti visitabile il sabato e la domenica pomeriggio. Abbiamo dato spazio a un artista di fama internazionale e tra i più grandi animatori della scena culturale del suo tempo, leader indiscusso del radicale movimento della Secessione Viennese. Siamo profondamente orgogliosi. Il pubblico ha risposto bene – sottolinea ancora l’assessore – dimostrando di apprezzare notevolmente l’allestimento e una rassegna di questa levatura che ha permesso di allargare il perimetro di provenienza dei visitatori, ma non solo, ha inserito la città in circuiti di visibilità e “passaparola” che speriamo aiutino a incrementare il turismo».
E riguardo la provenienza dei visitatori?
«Sul totale degli accessi – dettaglia Mellano -, un terzo sono saviglianesi. Gli altri provengono da varie città quali Cuneo, Fossano, Saluzzo, Asti, Venasca, Torino, Acqui Terme, Milano e Imperia. Per la nostra città è davvero un grandissimo successo».
L’intervista prosegue sul Corriere di questa settimana.
