
Un incontro con i lavoratori per parlare di questioni sollevate da tempo dai sindacati del settore. È questo il motivo che giovedì scorso ha portato alla visita del segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri allo stabilimento saviglianese di Alstom. La fabbrica è, come noto, un punto di riferimento internazionale nella produzione di treni e offre lavoro a oltre 1500 persone.
«Non siamo qui a dare soluzioni, vogliamo accogliere le problematiche e le aspettative dei lavoratori per migliorare la loro rappresentanza nelle sedi opportune. Al centro dell’assemblea sono emersi temi riguardanti in particolare i salari, la sicurezza e le condizioni di lavoro», la premessa del segretario Bombardieri.
Il sindacato ha preso atto delle rimostranze sui ritardi negli adeguamenti degli stipendi che al momento stanno perdendo potere d’acquisto, ricordando i lavori in corso per tagliare le tasse sugli aumenti salariali.
Per quanto riguarda la sicurezza il commento è stato invece più lapidario: «Non è negoziabile».
«Altri temi caldi che abbiamo registrato sono quello delle pensioni: tante persone qui fanno lavori particolari e più usuranti di altri, per questo chiedono delle soluzioni e credo serva una riforma strutturale a tutto tondo sull’argomento. Abbiamo poi perplessità sulla sanità, sul fisco e soprattutto sul futuro proprio e dei propri figli. Sono assunti in questa sede centinaia di lavoratori interinali che non hanno un margine chiaro su quello che sarà il loro domani, la precarietà li rende ricattabili e invisibili».
In chiusura al punto stampa che ha seguito l’assemblea interna, Bombardieri è stato anche incalzato sulla situazione della vicina ex Ilva di Racconigi, dando ben poche speranze per una soluzione.
