
La deposizione della corona nel tardo pomeriggio di sabato 10 ottobre presso il monumento all’Alpino in piazza Sperino ha aperto la celebrazione del 95° anniversario dalla nascita del Gruppo Alpini di Savigliano, fondato nel 1931 e facente parte della Sezione Ana di Cuneo. Il gruppo conta attualmente 270 soci tra alpini e simpatizzanti.
Nella giornata di domenica 11, a partire dalla mattinata, le penne nere saviglianesi – con il capogruppo Simone Brunetti – si sono riunite alla Vita Nova per una colazione alpina: momento conviviale di aggregazione e amicizia alla quale ha preso parte anche il senatore Giorgio Maria Bergesio che, nel suo discorso all’Ara della Vittoria, ha dichiarato: «Sono 95 anni di storia: dal 1931 a oggi sono cambiate tantissime cose, ma non i valori che gli Alpini continuano a trasmettere ogni giorno. Lo spirito di servizio, il senso del dovere, la capacità di esserci sempre quando la comunità ha bisogno. Il motto che appartiene alla storia degli Alpini dice: “Di qui non si passa”. Oggi possiamo dargli anche un significato nuovo: non devono passare, non devono andare perduti i valori che voi rappresentate e la disponibilità a mettervi al servizio del prossimo».
Con un po’ di emozione, Brunetti ha poi letto una lettera del ministro della Difesa Guido Crosetto: «Il mio più sincero saluto al gruppo alpini di Savigliano, alle autorità civili militari e religiose presenti e a tutti gli organizzatori della sezione nazionale alpini che prendono parte a questa importante giornata che celebra i 95 anni, rappresentando un traguardo significativo. Molti dei nostri familiari hanno portato lo stesso cappello e condiviso gli stessi valori. Ricordarli significa riconoscere ciò che ci hanno lasciato e continuare a custodirlo. Io stesso ero alpino come lo sono stati mio padre e mio nonno. Ciò che quel cappello rappresenta rimarrà simbolo delle fatiche condivise, le amicizie nate e coltivate nel tempo con chi cammina al nostro fianco».
In seguito la banda diretta dal Maestro Dante Costamagna, con la presenza del presidente Aldo Lovera (che orgogliosamente ha sottolineato spesso di essere stato alpino) ha eseguito brani patriottici accompagnando l’Alzabandiera e i discorsi delle autorità.






