
Novant’anni di profumo e tradizione. La panetteria Quaglia F.lli (in via Carlo Alberto a Cavallerleone) ha raggiunto l’importante traguardo proprio in questi giorni: la licenza è datata 1 settembre 1936. Da allora si sono susseguite tre generazioni, con il cambio di sede ma sempre in paese. A raccontarcelo sono gli attuali gestori, i fratelli Roberto e Pier Bartolo Quaglia, il primo dedito in particolare alla vendita, il secondo al forno.
Con chi è iniziata l’attività e dove?
«Hanno cominciato i nostri nonni, Bartolomeo Quaglia e Giulia Tavella. Nel 1936 si sono sposati e nello stesso anno hanno dato avvio alla panetteria che in quel tempo si trovava nei locali al piano terra dell’antico castello di Cavallerleone. Locali destinati sia al laboratorio che alla vendita».
Quanto tempo sono rimasti nel castello?
«Fino al ‘53, quando si sono trasferiti in un’altra casa, rilevando una panetteria. Probabilmente perché gli spazi dell’edificio storico non erano più sicuri. In quel periodo venivano aiutati anche da un fratello e una sorella di nostro nonno, Gabriele e Lucia Quaglia. Poi si sono aggiunti, nell’aiuto, anche i figli, che a quel tempo iniziavano molto presto a dare una mano. Come ci è stato raccontato spesso, dall’età di dieci anni i bambini già contribuivano in negozio: le nostre zie Lucia e Mariuccia e nostro padre Alessandro».
Sono trascorsi tanti anni, nel mezzo c’è stata anche la guerra. L’attività di famiglia ha avuto interruzioni?
«La panetteria non si è mai fermata. Durante la guerra nostro nonno è stato via per cinque anni ma qui si sono dati tutti da fare per portare avanti il lavoro. Inoltre, negli anni della guerra, nostro nonno, che si trovava in Jugoslavia, faceva il pane anche laggiù. Quando è tornato ha ancora lavorato per qualche anno, ma poi si è ammalato e già nel ‘70, tre anni prima che lui venisse a mancare, nostro padre ha preso in mano il negozio che ha gestito insieme a nostra madre, Marilena Lovera».
Quando siete subentrati voi fratelli Roberto e Pier Bartolo?
«Noi siamo nati negli anni ‘67 e ‘69 e a partire dall’età della terza media, quindi a 14 anni, abbiamo iniziato a imparare il mestiere da nostro padre. A parte un corso (dice Pier Bartolo) a Torino, abbiamo appreso tutte le basi in famiglia. Prima eravamo coadiuvanti e dal 1993 la panetteria è diventata dei F.lli Quaglia. Nel 2000 abbiamo rinnovato laboratorio e negozio».
È un lavoro impegnativo, a che ora si comincia a infornare il pane?
«Cominciamo tra l’una e l’una e mezza di notte e si va avanti fino all’una del pomeriggio circa». Com’è cambiato il modo di lavorare negli anni? «I laboratori sono più moderni e attrezzati, si fa meno fatica rispetto a una volta, anche se il consumo di pane è diminuito».
