
Il pomeriggio di Cavallermaggiore si è tinto di verde, sabato scorso, in occasione della festa per “L’albero dell’anno 2026”. Un appuntamento speciale per celebrare il patrimonio botanico urbano e riflettere sull’importanza della natura nei nostri centri abitati.
L’evento è stato promosso dall’associazione Natura in Città in collaborazione con il Comune di Cavallermaggiore e la Biblioteca civica Nuto Revelli proprio per riscoprire e valorizzare le piante che ogni giorno arricchiscono il paesaggio cittadino. Per questa edizione i riflettori si sono accesi su tre esemplari d’eccellenza, da oggi considerati simboli del territorio.
Si tratta di alberi situati accanto alla suggestiva chiesa di San Pietro, proprio di fronte alla nuova biblioteca, che i cittadini hanno potuto imparare a riconoscere e apprezzare. Tra i protagonisti dell’anno figurano due aceri dalle caratteristiche nettamente distinte.
Il primo è l’acero Saccarinum, vistoso per le sue foglie palmate a cinque lobi profondamente incisi.
Il secondo è l’acero Negundo, che si distingue invece per una foglia composta da tre a cinque foglioline imparipennate. Insieme a loro è stato celebrato un maestoso tiglio Platyphyllos, o tiglio a foglie grandi. Quest’ultimo si riconosce facilmente proprio per le foglie seghettate a forma di cuore, ed è storicamente noto per le sue proprietà officinali, dato che i suoi fiori sono impiegati sia in erboristeria che in farmacia per la preparazione di infusi e decotti terapeutici.
