
Nel tardo pomeriggio di sabato 21 marzo, all’Istituto Fergusio è stata presentata la nuova edizione di “Toscanini a Savigliano”, il volume di Rita Portera che, a distanza di anni dalla prima versione del 2007, torna in una veste ampliata e profondamente innovativa. La rivoluzione di questa ristampa risiede nell’accessibilità: il testo è stato arricchito da schede che utilizzano i simboli Widgit (WLS), un linguaggio iconografico adottato a livello internazionale per offrire un accesso universale alle informazioni.
«La parte testuale è stata interamente tradotta in questo linguaggio per rendere il libro fruibile a chiunque abbia difficoltà con la parola scritta, che si tratti di nuovi cittadini stranieri o di persone con fragilità comunicative – ha spiegato l’autrice Rita Portera -. Abbiamo però voluto mantenere intatto il cuore documentale dell’opera: gli spartiti originali e le fotografie d’epoca restano identici alla prima edizione, creando un ponte perfetto tra rigore storico e inclusività».
Il progetto, nato dall’intuizione di Michelangelo Alocco, della stessa Portera e di Eliana Galvagno, ha trovato linfa nella collaborazione con l’associazione Amici della Biblioteca di Cavallermaggiore. Grazie all’impegno della presidente Antonella Dogliatti, della segretaria Lucrezia Giaimo e dei volontari Giulia Gramaglia e Francesca Costanzia, l’opera è diventata un esempio concreto di “editoria per tutti”.
Alocco ha ribadito la nobiltà dell’intento: «Lo scopo di questo volume è l’inclusione assoluta. Vogliamo abbattere ogni barriera linguistica o cognitiva: i segni grafici facilitano enormemente l’approccio alla lettura, permettendo a chiunque di appropriarsi della nostra storia culturale».
Un tocco di particolare suggestione è stato dato dalla presenza della famiglia Villa, ospite d’onore della serata. Fu proprio nelle loro sale che, molti decenni fa, si tennero i leggendari concerti saviglianesi di un giovanissimo Arturo Toscanini, all’alba di una carriera senza precedenti.
A suggellare l’atmosfera di celebrazione artistica è intervenuto il giovane compositore Francesco Maria Corso, allievo del Conservatorio Ghedini di Cuneo. Sotto la guida del maestro Paolo Minetti, Corso ha intrattenuto il pubblico proponendo musiche ispirate al periodo giovanile di Toscanini, alternando brani scritti a brillanti improvvisazioni che hanno ridato vita allo spirito creativo dell’epoca.
Per chi desiderasse immergersi in questo viaggio tra musica e solidarietà, il volume è già disponibile alla Fondazione Fergusio.
