
Sabato 7 febbraio, alle 21, va in scena al teatro Milanollo “Il Tango di Sofia”, uno spettacolo di Tango Indipendente Asd per la regia di Pinuccio Bellone.
L’Associazione Tango Indipendente, da sempre impegnata nella realizzazione di eventi che possano diffondere la cultura dell’integrazione e del rispetto attraverso i valori del tango, mette in scena una storia che racconta di immigrazione e contaminazione, ieri come oggi, con un parallelismo fra l’evoluzione del tango e l’immigrazione in Argentina.
Una nonna argentina, di origine italiana, racconta alla nipote Sofia come, con l’arrivo dei migranti dall’Europa, e in particolare dall’Italia, sia nato il tango, dichiarato dall’Unesco nel 2009, “patrimonio dell’umanità” quale modello di vita sostenibile e simbolo di libertà politica sociale e individuale. In scena, attori amatoriali e ballerini professionisti e non interpreteranno i balli, fedeli allo spirito del tango Rioplatense, sempre improvvisando senza coreografie prestabilite.
«Che cosa ci hanno lasciato i nostri genitori? I nostri nonni? La nostra storia personale e collettiva? Che cosa lasceremo al mondo, in termini di “testamento” spirituale e esperienziale? “Il Tango di Sofia” pone questi interrogativi con la leggerezza e la profondità tipica dell’abbraccio del tango, attraverso un viaggio che vede i protagonisti e le protagoniste di questo racconto varcare la soglia dei legami familiari, del “passare il testimone” della nostra memoria, del cedere ad altri un incarico, un compito – raccontano gli organizzatori -. Così il tango diventa medium per portare alla luce, e condividere, emozioni profonde e sensazioni, con l’intensità che solo questa danza, unica al mondo, porta con sé, poichè racchiude un pezzo di quella Storia che include ognuno di noi».
