
«Non lasciateci soli». È l’appello che Marco Mucaria di Voci Erranti ha rivolto al pubblico al termine dello spettacolo Fin che la barca va, andato in scena domenica sera al teatro Milanollo. Un invito semplice ma forte, carico di commozione, che ha chiuso una serata intensa.
Mucaria ha fatto riferimento alle nuove disposizioni che regolano le attività nelle carceri italiane e che stanno rendendo più difficili i progetti dove si apre una finestra di comunicazione tra il carcere e il mondo esterno. Le difficoltà sono iniziate in seguito a una circolare dell’ottobre 2025 del Dap (Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria): le nuove regole stabiliscono che l’autorizzazione per gli eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo da svolgersi presso gli Istituti ricomprendenti circuiti di alta sicurezza debba essere richiesta alla direzione generale, anche quanto gli eventi sono rivolti ai soli detenuti del circuito di media sicurezza. Prima era la direzione del carcere a vagliare i progetti e a concedere i nulla osta.
Cancellato di recente, ad esempio, il laboratorio di letture che avrebbe coinvolto alcuni studenti del Soleri Bertoni e detenuti della casa di reclusione saluzzese. Analogo stop mesi prima, per la festa di Natale.
Ma proprio sull’incontro tra dentro e fuori si fonda l’operato di Voci Erranti, che oggi festeggia i 25 anni di attività, basando il proprio lavoro sul concetto di arte come strumento di crescita, confronto e responsabilità.
Lo spettacolo di domenica sera ha alternato momenti toccanti ad altri più leggeri. Ad accompagnare, una scenografia essenziale: semplici barchette di carta, simbolo da cui è partito l’intero progetto Voci Erranti, che ha mosso i primi passi all’interno dell’ex manicomio di Racconigi e che negli anni è diventato un’esperienza significativa di teatro sociale sul territorio.
Parole e movimenti del corpo per ricordare che dentro ogni essere umano esiste una possibilità di bene e di bellezza, anche quando la vita ha preso strade difficili. Messaggi importanti, contro la guerra e contro l’indifferenza.
