
Era l’11 gennaio 2016 quando il dormitorio apriva le sue porte per la prima volta: quella notte i letti occupati erano solo tre e il progetto sembrava un esperimento fragile per affrontare un altro inverno. Oggi, dieci anni dopo, quella struttura è diventata un hub di solidarietà unico nel territorio, un modello di riferimento che ha saputo trasformare «quattro mura e un letto» in un percorso di dignità umana.
In un decennio, il dormitorio non è solo cresciuto nei numeri (sempre “sold out” con 17 posti letto), ma soprattutto nei servizi. Oggi chi varca quella soglia non trova solo riparo dal gelo, ma accede a un ambulatorio solidale, screening odontoiatrici e persino un servizio di barberia. È un luogo dove la colazione viene servita dagli scout o dalla Croce Rossa, trasformando il risveglio in un momento di convivialità.
Ma come è cambiato chi chiede aiuto? Gli ospiti sono più giovani, spesso lavoratori che non riescono a sostenere i costi di una casa, persone arrabbiate con un mondo che sembra averle messe all’angolo.
