
Una sfida contro il gelo dell’Artico, ma soprattutto una vittoria del cuore. Venerdì 13 marzo, la suggestiva cornice della Crusà Neira ha ospitato l’incontro “Un viaggio estremo che diventa simbolo di resilienza, prevenzione e rinascita”.
Una serata, moderata da Valerio Maccagno, che ha intrecciato medicina, sport e grandi emozioni. Al centro del racconto l’impresa di Giovanni Panzera, l’atleta che ha sfidato l’inverno polare pedalando fino a Capo Nord. Un viaggio che Giovanni aveva già compiuto vent’anni fa con il fratello Teresio, ma in condizioni totalmente diverse: era estate, le attrezzature erano meno evolute e, soprattutto, il suo cuore non aveva ancora conosciuto la malattia.
A fare da bussola scientifica alla serata è stato il dottor Baldassarre Doronzo, primario emerito di cardiologia. Il medico ha ricordato come il 46% dei decessi sia ancora legato a patologie cardiovascolari, sottolineando l’importanza di uno stile di vita sano e del monitoraggio costante.
«La familiarità gioca un ruolo chiave, come nel caso di Panzera – ha spiegato Doronzo – ma oggi la medicina offre risposte straordinarie. Gli esami per le coronarie sono efficienti al 100% e gli interventi di emodinamica non necessitano più di grandi tagli toracici. Gli stent che impiantiamo oggi sono minuscoli, prodigi di tecnologia: il paziente viene operato e il giorno dopo è già a casa».
Secondo il cardiologo, l’attività fisica resta un pilastro fondamentale: «Anche dopo un intervento importante, è possibile tornare a svolgere attività intensa, purché monitorata».
Dalle parole della scienza si è passati alle immagini del documentario girato dal fratello Teresio, che ha seguito l’impresa in auto. Sullo schermo della Crusà Neira sono scorse sequenze di una solitudine abbacinante: distese bianche, bufere di neve e il silenzio della Lapponia. Un viaggio di 12 giorni e 1200 chilometri attraverso Finlandia e Norvegia, con temperature che hanno toccato i -30°C.
«È stato un impegno fisico, ma soprattutto psicologico – ha raccontato con emozione Giovanni Panzera –. Il freddo è un fattore mentale: non devi pensarci, devi solo andare avanti. Ogni tanto mi fermavo, bevevo un po’ di brodo caldo dal thermos per recuperare i sali minerali e ripartivo».
