
In occasione del referendum sulla giustizia, ai seggi elettorali sono tornati volti noti: uomini e donne che da anni mettono tempo e competenze al servizio delle consultazioni politiche e amministrative. Tra loro c’è Fabio Allemandi, 50 anni, una lunga esperienza iniziata a soli vent’anni come scrutatore. Da allora, il suo impegno è stato costante: per quasi venticinque anni ha ricoperto il ruolo di segretario di seggio al fianco del presidente Matteo Galletto, fino ad arrivare, circa dieci anni fa, alla nomina a presidente.
Un percorso segnato da responsabilità e momenti non sempre semplici. «In alcune tornate amministrative – ricorda – il clima era particolarmente teso, con contestazioni da parte dell’opposizione sulla correttezza delle operazioni e la necessità di mantenere ordine e lucidità in situazioni delicate».
Accanto ai momenti più critici, però, non mancano episodi curiosi e ricordi più leggeri. Ci racconta, ad esempio, che tra le schede nulle, negli anni, sono comparse frasi di ogni tipo: dagli sfoghi personali agli attacchi tra compaesani, fino a battute ironiche: «Se un tempo prevaleva una certa creatività, oggi si registra un progressivo impoverimento: sempre più spesso compaiono semplici insulti o espressioni volgari». Tra i ricordi più cari di chi ha vissuto ai seggi per tanti anni c’è anche Tonino Prochietto, figura apprezzata per l’attenzione verso il personale impegnato durante le elezioni, spesso allietato dai suoi apprezzati manicaretti.
L’esperienza ai seggi è anche occasione di incontro con la comunità: «È uno dei pochi momenti in cui si ha la possibilità di conoscere i nuovi residenti». E non manca l’emozione nel vedere i neomaggiorenni al loro primo voto: ragazzi che fino a poco tempo prima accompagnavano i genitori e che poi partecipano in prima persona alla democrazia.
Nella vita professionale, Fabio Allemandi è product manager in un’azienda di Racconigi specializzata in automazioni residenziali, tra cancelli automatici e porte da garage. Un lavoro che lo ha portato a viaggiare in diversi Paesi, dall’Australia alla Cina, fino al Medio Oriente. Tra tutte le destinazioni, è Melbourne ad aver lasciato il segno: «Una città che mi ha colpito per il connubio tra natura e qualità della vita, tanto da immaginare, se possibile, un trasferimento».
Alle ultime elezioni, nel suo ruolo di presidente di seggio, Allemandi ha rivolto anche un appello ai cittadini a partecipare al voto. «Negli ultimi anni l’affluenza è in calo – conclude – ma votare è un diritto conquistato con fatica e sacrificio. È un dovere civile esercitarlo, per contribuire al bene comune».
