
C’è un pezzo di Savigliano che si prepara a solcare il cosmo: la missione spaziale cinese Tianwen-2, in partenza il prossimo luglio, porta con sé il lavoro e l’intuito del ricercatore astronomico Roberto Bonamico. L’obiettivo della spedizione è l’asteroide Kamo’oalewa, un misterioso corpo celeste che, secondo le ipotesi più accreditate, non sarebbe un comune vagabondo dello spazio, bensì un frammento della nostra Luna, scagliato via dal satellite durante un antico impatto catastrofico.
Bonamico è il primo autore di uno studio internazionale che ha svelato i segreti di questo oggetto, affiancato dagli astrofisici Josef Hanus e Marco Delbò.
«Il nome della missione, Tianwen, significa letteralmente “domandando al cielo”, un obiettivo poetico per una sfida tecnica senza precedenti. L’intento di Pechino è quello di prelevare campioni del suolo per confermare, una volta analizzati a terra nel 2027, se l’asteroide condivida la stessa composizione del nostro satellite».
Sebbene la missione sia pianificata da tempo, i dati raccolti da Bonamico sono stati cruciali per definire i dettagli operativi della discesa. Uno degli aspetti più complessi riguarda la dinamica stessa di Kamo’oalewa. Con dimensioni comprese tra i 50 e i 100 metri, l’asteroide compie una rotazione completa su se stesso in appena 28 minuti. Questa velocità estrema rende un atterraggio equatoriale quasi impossibile a causa delle forze centrifughe.
Bonamico sottolinea che, proprio grazie ai loro studi sulla forma e sullo stato di rotazione, è stato individuato il sito ideale per il “touchdown”: la sonda dovrà puntare ai poli, dove la velocità di rotazione è quasi nulla, garantendo la stabilità necessaria per il campionamento. L’attesa ora si sposta al momento del contatto ravvicinato, quando le macchine fotografiche della sonda Tianwen-2 invieranno le prime immagini ad alta risoluzione.
Sarà quello il momento della verità per Bonamico, che potrà finalmente confrontare la sua ricostruzione tridimensionale, elaborata tramite osservazioni telescopiche da terra, con la reale morfologia dell’asteroide. Dopo aver depositato i campioni verso la Terra, la sonda proseguirà la sua corsa nel sistema solare puntando alla cometa Panstarrs.
