
Non c’è solo l’inceneritore a preoccupare i residenti di Cavallermaggiore, ma anche il progetto di almeno altri quattro capannoni destinati all’allevamento di suini in località Trebbiè.
A denunciare la situazione è Franco Luigi Carena – ambientalista, pittore, illustratore, scrittore e autore di numerose pubblicazioni su temi etici – il quale ribadisce senza mezzi termini come le province italiane più inquinate dagli allevamenti intensivi siano concentrate quasi tutte nella Pianura Padana.
Quest’area, che ospita la stragrande maggioranza della zootecnia nazionale, produce infatti ingenti emissioni di ammoniaca, uno dei principali precursori delle polveri sottili.
«I liquami prodotti da milioni di capi di bestiame e di suini rilasciano enormi quantità di urea nell’aria, che si trasforma rapidamente in ammoniaca gassosa – spiega Carena -. Secondo gli studi di Legambiente e i dati Ispra, gli allevamenti sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni di ammoniaca in Italia, incidendo fino a un terzo sulla formazione di polveri sottili nell’area padana».
Carena si sofferma poi sui dati provinciali relativi all’inquinamento da zootecnia intensiva.
«In Italia, la provincia di Cuneo si trova al quarto posto ed è la realtà piemontese con la maggiore concentrazione, facendo registrare i picchi di emissioni più alti della regione. Nella Granda, l’inquinamento legato agli allevamenti intensivi si concentra soprattutto nella zona della pianura. I dati identificano Fossano come il comune con le più alte emissioni di ammoniaca in tutta Italia. Subito dopo troviamo altri importanti poli zootecnici come Savigliano, Mondovì e Cavallermaggiore».
