
Per lungo tempo è rimasto una presenza discreta nel tessuto storico di Racconigi, più attraversato che raccontato. L’immobile di via Stefano Tempia, all’angolo con vicolo del Teatro, è ora al centro dell’attenzione pubblica.
L’area in cui si inserisce è fortemente articolata e le trasformazioni edilizie si sono sovrapposte nei secoli senza cancellare del tutto le fasi precedenti, tra memoria medievale, sviluppo sabaudo e successive vicende produttive e residenziali.
La struttura, suddivisa in più corpi di fabbrica e organizzata attorno a corti interne, restituisce ancora oggi l’immagine di un organismo architettonico complesso, in cui convivono funzioni e tracce costruttive di epoche differenti. L’edificio sorge nel cuore del nucleo storico racconigese, a pochi passi dal castello reale, in un quartiere che conserva l’impianto dell’antico borgo medievale.
Nel corso dei secoli il sito è stato profondamente influenzato dalla presenza della corte sabauda e dallo sviluppo delle attività manifatturiere, in particolare quelle legate alla lavorazione della seta, che ne hanno modellato l’identità urbana. Un patrimonio che, pur essendo stato abitato fino a pochi mesi fa, non ha mai suscitato particolare interesse, almeno fino a oggi.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, nell’ambito delle attività del Ministero della Cultura, ha infatti comunicato solo di recente l’avvio del procedimento di “dichiarazione dell’interesse culturale particolarmente importante”.
