
L’ondata di caldo che ha investito il Piemonte nelle ultime settimane ha messo a dura prova il comparto zootecnico, con effetti evidenti anche nell’area del racconigese. Temperature elevate, arrivate in anticipo rispetto alla media stagionale e protrattesi per diversi giorni, hanno creato condizioni di forte stress termico negli allevamenti, costringendo gli agricoltori ad adottare misure straordinarie per tutelare il benessere degli animali.
Una situazione ben conosciuta da Enrico Vassallo, racconigese, presidente della zona di Savigliano di Coldiretti e titolare di un’azienda agricola cittadina.
«L’ondata di caldo è stata improvvisa, lunga e intensa. Nelle stalle si è avvertita subito e il calo della produzione di latte è stato immediato. È un fenomeno che d’estate bisogna mettere in conto, ma quando la situazione climatica è così estrema e persistente le conseguenze possono farsi sentire anche nel lungo periodo», spiega l’allevatore.
Per limitare gli effetti dell’afa, sempre più aziende stanno puntando su tecnologie avanzate come ventilatori industriali, sistemi di nebulizzazione e impianti di raffrescamento automatici che si attivano al superamento di determinate soglie di temperatura e umidità.
Parallelamente cambia anche la gestione quotidiana degli allevamenti.
«Negli anni abbiamo imparato ad adottare diverse strategie – spiega Vassallo -. Cerchiamo di somministrare erba e foraggi più freschi e appetibili, modifichiamo un po’ l’alimentazione e aumentiamo la frequenza della preparazione delle razioni, che nelle stagioni fredde normalmente avviene una sola volta al giorno».
