
Nel film “Le pagine della nostra vita”, Noah legge ogni giorno ad Allie il racconto del loro amore, affidando alle parole il tentativo di riportare alla luce ricordi che la malattia ha reso sempre più lontani. È un’immagine cinematografica, ma racconta con delicatezza cosa significa restare accanto a una persona che, poco alla volta, perde parti della propria memoria.
Il 21 settembre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale dell’Alzheimer: istituita nel 1994, la ricorrenza vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e richiamare l’attenzione sulle persone che convivono con la malattia, su chi ne è colpito e sui familiari che se ne prendono cura.
Si tratta di un disturbo progressivo che colpisce il cervello e porta a un graduale deterioramento della memoria, del linguaggio, dell’orientamento e della capacità di svolgere le normali attività quotidiane. Una condizione che non coinvolge soltanto chi ne soffre, ma tocca profondamente le persone che stanno loro accanto, chiamate ogni giorno a custodire ricordi, gesti e legami.
Quest’anno, per raccontare la giornata dedicata all’Alzheimer, la Rai è venuta in città per intervistare lo scrittore saviglianese Giovanni Galli, in più occasioni protagonista delle pagine del Corriere per via dei premi e riconoscimenti che sono stati assegnati al suo lavoro. Galli da tempo dedica parte della propria attività letteraria al tema dell’Alzheimer.
Un impegno che nasce anche da un’esperienza profondamente personale: la quotidianità accanto alla moglie Francesca, malata di Alzheimer. Conosce quindi da vicino le difficoltà, la fatica e la forza necessarie per accompagnare ogni giorno una persona che ne soffre. La sua testimonianza unisce la voce dello scrittore a quella di chi vive il problema direttamente, trasformando l’esperienza in parole capaci di parlare alle tante famiglie che affrontano lo stesso percorso.
La giornalista di Rai3 Francesca Nacini è stata ospite di Galli nella sua abitazione di via Macra a Savigliano, dove lo ha intervistato.
