
Tra pochi giorni, don Piero Gallo (per tutti semplicemente don Piero), che compirà 89 anni il prossimo 15 luglio, festeggerà i suoi 65 anni di ordinazione sacerdotale. Era il lontano 29 giugno 1961 quando, nella storica chiesa della Pieve, venne consacrato per mano di monsignor Giuseppe Garneri, allora vescovo di Susa. Nato a Cavallermaggiore nel 1937, don Piero ha incarnato fin da subito l’idea di una Chiesa in cammino, spendendo la sua vita tra l’Africa e i quartieri più complessi di Torino, senza mai recidere il forte legame con le proprie radici.
La storia della chiesa locale passa spesso attraverso biografie silenziose che uniscono la provincia al resto del mondo. Quella di don Adolfo Ferrero, che il 29 giugno festeggia i 65 della prima messa, si sviluppa lungo la linea retta che parte dalla pianura cuneese, attraversa le grandi periferie urbane e africane e ritorna nel braidese, dove il sacerdote, classe 1937, di chiare origini cavallermaggioresi come don Gallo (suo compagno di scuola e poi di seminario), continua a prestare servizio. Ordinato prete nel giugno del 1961 (come l’amico Piero, entrambi di Porta Sotera) dal vescovo Giuseppe Garneri alla Pieve, ha mosso i primi passi del suo ministero parrocchiale secondo i canoni della pastorale piemontese dell’epoca. Viceparroco prima a Sant’Andrea a Savigliano e poi a Torino nella comunità di Santa Croce. È stato parroco a Chieri, Piobesi Torinese e a Santa Cristina a Torino.
Sul Corriere di questa settimana proseguono gli approfondimenti sul percorso religioso dei due sacerdoti.
