
Mandata in soffitta una pianificazione dell’emergenza vecchia di 20 anni, ferma a un’epoca in cui non esistevano i moderni sistemi digitali di allertamento né la mappatura del rischio climatico. Nelle scorse settimane, il Consiglio comunale di Cavallermaggiore ha approvato il nuovo Piano comunale di Protezione civile e il contestuale regolamento.
Il documento, che si adegua alle direttive nazionali, archivia lo storico impianto del 2003 e si allinea alle carte del rischio idrogeologico elaborate da Arpa Piemonte. Il nuovo piano introduce vincoli stringenti sull’assetto del territorio, gli strumenti urbanistici e le varianti al piano regolatore (Prgc) che ora in avanti dovranno adeguarsi agli scenari di rischio definiti dalla Protezione civile, mettendo la tutela dell’incolumità pubblica davanti a qualsiasi espansione edilizia.
SINERGIE IN CAMPO
In caso di emergenza, il braccio operativo del territorio si muoverà secondo le direttive del Coc (Centro operativo comunale), presieduto dal sindaco. Il centro fungerà da cabina di regia tra l’Amministrazione e i diversi corpi operativi e ciascun attore interverrà in autonomia gerarchica, ma in sinergia logistica. La polizia locale attuerà sul campo le ordinanze gestendo i flussi del traffico, i blocchi stradali e il presidio dei punti critici.
Il gruppo comunale di Protezione civile con i volontari si occuperà del monitoraggio dei corsi d’acqua e di tutti gli interventi per mitigare il rischio (posizionamento dei sacchi di sabbia, piccoli allagamenti e sistemazione delle transenne per i blocchi stradali). E poi ci sono i Vigili del fuoco per i salvataggi in scenari ad alto rischio (persone bloccate nell’acqua, rimozione grandi ostacoli, prosciugamenti) e infine i carabinieri impegnati per la sicurezza pubblica e la viabilità.
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