
Quanto deve ancora incassare il Comune di Savigliano dai cittadini che non hanno versato quanto dovuto? Un tema emerso in Consiglio, durante la discussione al bilancio, sulle somme arretrate affidate alla Sorit, società incaricata di procedere alla riscossione.
llustrando la variazione, il sindaco Antonello Portera (che ha la delega al Bilancio) ha spiegato che questi importi non possono essere considerati, almeno nell’immediato, come denaro effettivamente disponibile per le casse comunali e sono coperte (in larga parte) dal fondo crediti di dubbia esigibilità, il meccanismo contabile che serve a tenere conto del rischio che alcuni crediti non vengano riscossi.
«Si tratta di posizioni arretrate di soggetti che, se sono arrivati alla Sorit, hanno scarse prospettive di adempimento. È altamente improbabile che queste siano sanate entro fine dicembre, dal momento che l’impresa di riscossione deve fare tutti i suoi passaggi. Quindi, al momento, ciò che ipotizziamo come credito viene tutto o quasi tutto bloccato nel fondo crediti di dubbia esigibilità», ha spiegato il sindaco.
Secondo quanto illustrato in aula, una parte degli importi potrebbe essere incassata nel tempo, ma è difficile prevedere che il recupero avvenga entro la fine del 2026, considerando i passaggi necessari per completare le procedure di riscossione. Se le somme dovessero essere effettivamente recuperate negli anni successivi, ha spiegato Portera, entrerebbero nell’avanzo libero di bilancio, con una conseguente riduzione proporzionale del fondo accantonato.
Ma quanto dovrebbe incassare il Comune? A chiederlo nei dettagli è stato il consigliere di opposizione Giacomo Calcagno (Spazio Savigliano), che ha domandato maggiori informazioni sull’ammontare complessivo dei crediti affidati alla Sorit (si parla di quasi 430 mila euro), a quali anni risalgano le cartelle non pagate e se esista una stima percentuale di tributi non incassati.
