Mentre a Cherasco si accelera e si investe, a Cavallermaggiore il tempo sembra essersi fermato. Per l’area Campiello, ex cuore produttivo di proprietà di Panealba (che ha dismesso la produzione cittadina nell’autunno 2023), il presente è fatto di macerie appena accennate e un cantiere immobile. Il sogno di una rigenerazione urbana che trasformi il vecchio sito in un nuovo quartiere residenziale a due passi dal centro storico appare ormai destinato a passare nelle mani della prossima Amministrazione.
LA CRONISTORIA

Per capire come si sia arrivati a questo punto, è necessario riavvolgere il nastro e analizzare le tappe di una transizione industriale complessa. Tutto ha inizio nel 2016. La Panealba, colosso dolciario della famiglia Tesio, acquisisce a Cherasco gli spazi della ex Klinker Sire (fallita nel 2013).
L’obiettivo è ambizioso: accorpare in un unico, moderno polo produttivo sia lo stabilimento di Verduno che quello storico di Cavallermaggiore. Quello che inizialmente sembrava solo un segnale di addio alla città, si è trasformato presto in una proposta di trasformazione urbana. La proprietà ha infatti richiesto una modifica dello strumento urbanistico per convertire l’area da industriale a residenziale.
Una scelta che il Consiglio comunale ha avallato nel 2021, votando l’adozione della variante al piano regolatore nella speranza di evitare un “buco nero” di degrado nel tessuto cittadino.
Abbiamo interpellato il sindaco Davide Sannazzaro per fare il punto su un progetto che era tra i punti cardine del suo programma elettorale del 2021.
