
Con l’arrivo dell’autunno entra nel vivo la stagione della raccolta dei funghi, un’attività molto diffusa che richiede tuttavia grande attenzione e accuratezza. Consumare funghi spontanei senza averne accertato prima la commestibilità può infatti comportare rischi gravi per la salute, così come possono risultare dannose le errate modalità di conservazione o di preparazione culinaria.
La prevenzione si basa su una regola fondamentale: non consumare mai funghi di cui non si conosca l’esatta identità. In caso di dubbio, i cittadini possono fare riferimento agli Ispettorati micologici dell’ASL, dove personale specializzato effettua controlli gratuiti sui raccolti destinati al consumo personale.
Secondo i dati, lo scorso anno in Piemonte sono stati registrati 22 episodi di sospetta intossicazione o intolleranza, per un totale di 30 persone coinvolte (24 adulti e 6 bambini). Tutti i pazienti si sono rivolti ai Pronto Soccorso e non si sono verificati casi fatali. Il dato segna un calo rispetto al 2024, quando le persone colpite furono 58.
Elemento significativo di questo report riguarda l’origine: in tutti gli episodi censiti nel 2025 si trattava di esemplari raccolti privatamente e portati in tavola in ambito domestico. I problemi non derivano unicamente dalle specie velenose. Anche i funghi commestibili possono causare disturbi gastrointestinali se consumati in quantità eccessive, in presenza di intolleranze individuali o a causa di una cattiva conservazione.
Inoltre, alcune varietà richiedono accorgimenti specifici prima della cottura.
