
Un fenomeno inarrestabile che negli ultimi vent’anni ha coinvolto la quasi totalità dei comuni italiani (7.739 su 7.896, pari al 98%). Il consumo di suolo non si ferma: lo scorso anno, come testimoniano i dati del rapporto Ispra diffusi in occasione della Giornata Mondiale del Suolo, sono stati cementificati 230.000 metri quadri di terreno ogni giorno, quasi 3 metri quadri al secondo.
La Granda non è immune: è stata la provincia a consumare più suolo in Piemonte con 148 ettari di terreno urbanizzati, a fronte di appena 15 ettari riportati allo stato naturale (comunque il dato migliore in tutta la regione).
A pesare, i cantieri per il completamento dell’Asti-Cuneo che a fine dicembre dovrebbe essere completamente percorribile. Anche Savigliano ha contribuito all’erosione di suolo agricolo: nel 2024 ha raddoppiato l’area consumata l’anno precedente, passando dai 2,6 ettari utilizzati nel 2023 ai 5,4 ettari dello scorso anno, circa 8 campi da calcio regolamentari.
Nella zona, a eguagliare Savigliano, c’è stato solamente il comune di Marene (+5,6 ettari consumati lo scorso anno); seguono distaccati gli altri paesi: Cavallermaggiore (1,9), Monasterolo (1,2), Racconigi (1), Caramagna (0,7), Cavallerleone (0,3), Scarnafigi (0,3), Faule (0,1), Murello (0,1). Nessun metro di suolo consumato in più a Vottignasco, Ruffia e Villanova Solaro.
Come evidenzia il rapporto, stupisce – o forse no – che la relazione tra il consumo di suolo e le dinamiche delle popolazione non sia diretto, tanto da assistere a una crescita delle superfici artificiali anche in presenza di stabilizzazione (o in molti casi di decrescita) della popolazione residente, così da far aumentare proporzionalmente la quota procapite di terreno consumato (365 metri quadri per abitante).
