
A un anno dalla prima assemblea pubblica davanti all’ex Caffè Commercio, la cooperativa Nuova Neuro è tornata in piazza Vittorio Emanuele II per fare il punto sul progetto Baricentro. L’incontro, aperto alla cittadinanza, si è svolto mercoledì 15 luglio proprio di fronte al cantiere che da mesi sta trasformando lo storico locale in una caffetteria sociale e spazio di comunità.
Dopo il saluto del presidente Pino Tebano, la parola è passata all’architetto Davide Sasia, incaricato di seguire le operazioni di recupero dell’edificio.
«Rispetto alle tempistiche comunicate all’inizio, i lavori si sono allungati – ha spiegato -. Il cantiere è partito concretamente tra maggio e giugno e, una volta smontati pavimenti e strutture, ci siamo trovati davanti a una situazione molto più complessa del previsto. Parliamo di un fabbricato di origine medievale, trasformato nel corso dei secoli, e questo ci ha costretti a riprogrammare parte dell’intervento».
Il nuovo cronoprogramma è ora più definito. «Prevediamo la fine dei lavori entro il mese di ottobre – ha aggiunto Sasia -. Poi resteranno l’allestimento, la chiusura delle pratiche edilizie e la Scia per la somministrazione di cibi e bevande. Indicativamente per novembre il locale potrebbe essere pronto per partire». Le sorprese emerse durante il cantiere, però, non sono state solo un ostacolo.
«Il primo piano è quello che ci ha riservato le scoperte più significative – ha raccontato l’architetto -. Nella stanza affacciata sulla piazza è emerso un solaio in rovere della metà del Settecento, molto decorato e di grande pregio, che verrà restaurato».
Dalle rimozioni degli intonaci sono affiorate anche decorazioni a carboncino di interesse storico.
«Con la Soprintendenza abbiamo deciso di preservare quel tratto di intonaco così com’è, lasciandolo come testimonianza visibile del passato dell’edificio».
Un altro ritrovamento ha riguardato i pavimenti originari della stanza, nonostante la demolizione dei vecchi solai.
«Siamo riusciti a risalire alla tipologia originale e riposizioneremo un cotto tradizionale piemontese, che valorizzerà dal punto di vista artistico i locali restaurati», ha dettagliato Sasia.
Sul piano tecnico, il progetto è stato in parte modificato in corso d’opera. Gli impianti sono stati completamente ripensati e al primo piano verranno realizzati due bagni al posto dello spogliatoio inizialmente previsto. Durante le rimozioni è inoltre riemersa una scala murata che collegava il primo al secondo piano e che verrà ripristinata. Parlando del piano terreno, Sasia ha spiegato che una porzione della struttura storica del bar sarà conservata.
«Si tratta di un manufatto di inizio Novecento. Alcuni elementi del basamento erano marciti a causa di problemi legati all’umidità, quindi abbiamo dovuto realizzare un nuovo supporto in cemento. Il restauratore si occuperà del recupero delle parti originali».
