
Il canonico Giovanni Maurilio Rayna, che ha festeggiato nel giugno di due anni fa i settant’anni di sacerdozio, domenica ha raggiunto un altro importante traguardo per lui, per i fedeli e per la città: i cinquant’anni da rettore della chiesa di San Filippo Neri.
In questi anni don Maurilio ha arricchito la comunità con la sua attività di guida spirituale, con spiccato senso di umiltà e vicinanza. In occasione della ricorrenza, è stata concelebrata la messa con la presenza di monsignor Piero Delbosco, dell’abate don Alessandro Sacco e di sacerdoti saviglianesi. La funzione è inoltre stata resa più solenne dall’accompagnamento all’organo del maestro Ivan Chiarlo e dal coro Sorelle Milanollo diretto da Natascia Chiarlo.
«Sono felice di poter essere qui ad onorare la Madonna del Rosario – le parole di monsignor Delbosco – anche per rendere omaggio al Canonico Rayna proprio nel giorno delle celebrazioni dedicate a San Francesco: abbiamo quindi oggi molte occasioni di preghiera».
Nato nel 1931, Giovanni Maurilio Rayna ha intrapreso gli studi religiosi frequentando il Seminario di Torino a Rivoli, dedicandosi allo studio della filosofia e della teologia. Il 29 giugno 1955, giorno della festa dei santi Pietro e Paolo, fu il cardinale Maurilio Fossati a consacrarlo sacerdote, dando inizio a un percorso che ha attraversato sette decenni di storia della Chiesa e della società saviglianese.
La vita sacerdotale di don Rayna è profondamente legata alla comunità della città. A soli 26 anni è stato nominato Canonico effettivo della Collegiata di Sant’Andrea, iniziando un percorso che lo ha portato a diventare una presenza familiare e di rilievo nella vita religiosa saviglianese. Da allora moltissimi fedeli cercano in lui non solo un confessore ma una persona che, anche semplicemente con una parola di conforto e vicinanza, sa ascoltare, ed è forse proprio questo a fare di lui un punto di riferimento.
