
Anche se contava come il due di picche (possedendo quote inferiori all’1%), il Comune aveva fatto da sempre parte di Geac, la società che gestisce lo scalo di Levaldigi. Domani (giovedì), a meno di sorprese dell’ultimo minuto, il Consiglio comunale delibererà l’uscita di scena: il sindaco proporrà all’assemblea di approvare il recesso dalla società per motivi squisitamente tecnici.
«La perdurante situazione di criticità», si legge nel documento, impone al Comune un passo indietro per non rischiare guai con la Corte dei Conti.
Che la situazione dello scalo cuneese non fosse rosea lo si sapeva da tempo. Lo scorso anno il bilancio ha fatto segnare un passivo di quasi 1,5 milioni di euro e la proprietà è ormai quasi completamente in mano ai privati. Un addio soprattutto simbolico, data la scarsa influenza che il Municipio poteva esercitare sull’amministrazione dello scalo che, tuttavia, insiste proprio sul territorio saviglianese, nella frazione ai confini col fossanese.
Tutto questo mentre, proprio venerdì, tornano i voli verso la Sardegna.
