
Si è svolto domenica l’annuale pranzo dell’Avis Monasterolo, incontro tradizionale che, insieme all’aspetto conviviale e sociale, si presenta come momento di ritrovo per ringraziare i donatori e continuare a sensibilizzare sull’importanza del dono di sangue. Impegno che, come ricorda sempre il presidente Michele Cavaglià, «è dono di vita».
L’evento che ha radunato gli avisini ha visto un momento particolarmente toccante quando Cavaglià ha invitato la giovane Giulia a raccontare la sua storia.
«Portare delle testimonianze di persone che sono ancora con noi grazie ai donatori è un modo per arrivare al cuore e ricordare quanto è importante ciò che fanno i donatori con il loro grande gesto di generosità», sottolinea il presidente.
Giulia è una ragazza che oggi ha 21 anni e che poco prima di diventare maggiorenne ha scoperto di avere un importante problema di salute. Invitata all’incontro, ha condiviso la sua esperienza: «È grazie a voi se sono qui – ha detto Giulia, ringraziando i donatori che hanno reso possibile le tante trasfusioni prima di arrivare al trapianto di midollo -. Stavo per diventare maggiorenne e avevo davanti a me un viaggio in Canada, come scambio culturale con la scuola. D’improvviso tutto è cambiato».
Giulia ha combattuto con forza. Il diciottesimo compleanno l’ha passato in una stanza d’ospedale, in isolamento, ma le numerose trasfusioni sono state ogni volta per lei «una botta di vita», che le hanno dato la possibilità di vivere una vita quasi normale e di arrivare al trapianto.
«Grazie per quello che fate e, se potete, vi prego di continuare. Io sono qui grazie a voi», ha concluso la giovane, non potendo più nascondere la sua emozione, condivisa con i presenti che l’- hanno ascoltata con attenzione.
