
Benedizione di Sant’Antonio Abate: a Cavallermaggiore sono ritornati i cavalli in piazza. Questa è la bella notizia per una tradizione secolare che in passato aveva perso gli equini in favore degli animali domestici (cani e gatti), quest’anno di nuovo presenti in piazza Vittorio Emanuele con destrieri e anche con pony e mini pony.
Nonostante il tempo incerto, e il rischio di pioggia in agguato, domenica 18 gennaio, grazie alla benedizione in onore di Sant’Antonio Abate, si è respirata un’aria un po’ diversa, quella antica di una celebrazione religiosa che affonda le radici nella cultura contadina locale e celebra il rapporto di cura e responsabilità che unisce esseri umani e animali.
Tra l’abbaiare dei cani, i miagolii dei gatti, i belati delle capre e i nitriti dei cavalli, finita la santa messa in San Michele, il parroco don Marco Fogliotti (all’esordio con la prima benedizione degli animali), dopo una breve introduzione si è fatto tutto il giro della piazza, benedicendo uno a uno tutti gli esemplari e chi li accompagnava e ovviamente anche tutta la gente presente al momento religioso.
L’ultimo atto prima del ritorno a casa di animali e padroni è stato il simbolico acquisto del calendario di Sant’Antonio Abate, messo a disposizione dalla Confraternita di San Rocco che ogni anno organizza l’evento. Un calendario che spesso in passato veniva appeso e conservato con cura nelle stalle come segno di protezione per il bestiame, che si diceva nella leggenda popolare che nella notte tra il 16 e 17 gennaio parlassero tra di loro e per questo gli uomini dovevano stare lontani per non disturbare.



