
In questo periodo, se si pronuncia la parola “ponte” il pensiero corre subito al cantiere di via Alba. Tra ruspe e deviazioni, il ponte Giuseppina Mussati sta lentamente risorgendo. Ma c’è una certezza, forse più solida del cemento con cui si sta costruendo: una volta terminati i lavori, il ponte continuerà a portare un nome di donna. Un dettaglio comunque significativo, se pensiamo che nella toponomastica cittadina le “quote rosa” sono rare quanto un parcheggio libero in un giorno di mercato.
Virginia Woolf scriveva che “Anonima è stato il nome di tante donne nella storia” e le nostre strade sembrano confermarlo. Come denuncia l’associazione Toponomastica Femminile, a livello nazionale le intitolazioni femminili non superano il 5%, contro un 40% abbondante dedicato a eroi, patrioti e letterati rigorosamente maschi. Savigliano non fa eccezione, nonostante qualche passo avanti.
Sul tema interviene Vilma Bressi, che nella precedente Amministrazione si era occupata della materia come delegata alle Pari Opportunità e che oggi collabora con la consigliera Clotilde Ambrogio.
«La disparità di intitolazioni rispecchia una piccola rappresentazione storica e culturale del ruolo che le donne hanno avuto in ogni ambito della società. La commissione toponomastica dovrebbe lavorare per portare una forma di parità anche in questo campo, ma purtroppo ultimamente non si sono fatti passi avanti».
Secondo quanto riferito da Bressi, la Consulta Pari Opportunità ha recentemente inviato una lettera al sindaco e alla Commissione Toponomastica per sollecitare nuove intitolazioni, magari approfittando della nuova zona commerciale – proprio in via Alba – che sta nascendo.
«Abbiamo proposto nomi come Marie Curie, Maria Montessori, Tina Anselmi, Nilde Iotti, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini o Lalla Romano – spiega Bressi –. Figure straordinarie in cui ogni ragazza si può identificare: ad oggi, però, non vi è stata ancora risposta».
Guardando indietro, i passi compiuti negli ultimi anni sono stati comunque significativi. Nel 2013 furono intitolati tre ponti a Marie Curie, Ilaria Alpi e Giuseppina Mussati, seguiti nel 2015 dal giardino Maria Montessori. Più recenti sono le targhe affisse in diversi giardini cittadini: un ricordo a Lidia Beccaria Rolfi e a Teresa Noce, un omaggio alla pittrice Artemisia Gentileschi, all’attrice Anna Magnani, alla fondatrice dell’orfanotrofio Diana Ferrero e alla memoria di Cervina Lenghi, l’ostetrica ebrea perseguitata dalle leggi razziali.
Un altro giardino è dedicato a Tina Lagostena Bassi, avvocata e coautrice della legge contro la violenza sessuale del 1996. C’è poi il piazzale dedicato a Norma Cossetto, davanti all’ipermercato Mercatò di via Torino, in memoria della giovane vittima delle foibe.
A Levaldigi è stata intitolata una piazza a Maddalena Giraudi in Casale, giusta tra le nazioni. Un altro spazio verde è dedicato alla memoria di Emanuela Loi, la poliziotta uccisa dalla mafia durante l’attentato a Borsellino. A Nilde Iotti è già dedicato un giardino, mentre due “lati” di parco Garneris riportano le targhe a memoria delle sportive Anna Rita Sidoti (campionessa mondiale di marcia) e Alessandra Boarelli (la prima donna sul Monviso).
