
In estate si è aggiornato l’elenco degli Ironman saviglianesi, la gara più estrema e ambita della triplice, il sogno di ogni triatleta. L’ultimo nome (per ora) è quello di Sara Crosetto, 28 anni, che il 5 luglio scorso ha portato a termine l’Ironman svizzero di Thun, dal nome di un pittoresco lago incastonato nell’Oberland bernese.
«Sono ormai 12 anni che faccio triathlon e sono tesserata per il TriTeam Savigliano. Dopo un paio di mezzi Iron nell’Isola d’Elba, uno ad Arona e uno all’Alpe d’Huez a partire dal 2021, sentivo che era arrivato il momento di affrontarne uno completo (3,8 km a nuoto vale a dire un giro del lago, 180 di bici con 2.000 metri di dislivello positivo, infine la maratona vale a dire 3 giri da 14,5 km nel parco e in paese). E così a settembre 2025 mi sono iscritta», premette in avvio di intervista.
Perché hai scelto proprio la gara di Thun?
«Intanto perché è bellissima a livello paesaggistico, con grandi montagne (i celebri Jungfrau e Monch) a fare da contorno, le tante attrattive come il castello, il centro storico, il parco, i suggestivi ponti che si attraversano nella frazione di corsa. L’ho scelta anche perché, pur essendo all’estero, non è così distante da casa. La data, poi, era favorevole per due motivi: gareggiare a inizio luglio mi avrebbe evitato i lunghi di bici e corsa a fine luglio e agosto, allenamenti che rendono la preparazione più massacrante di quanto già non sia e che non puoi saltare se l’appuntamento è a settembre. Infine, dettaglio non secondario, il periodo era anche più favorevole per la mia famiglia e gli amici intenzionati a tifare per me sul posto».
Come hai organizzato e gestito la preparazione?
«Ho sempre avuto passione per lo sport, quindi le basi le avevo. Tanti anni di pallavolo, un po’ di atletica, nuoto. Delle tre, il nuoto è la disciplina in cui mi sento più portata e meglio preparata. Nel 2024 ho partecipato al Trittico dei Carrugi, tappe del circuito Italian Open Waters con Michele Gugliotta (tra i fondatori del TriTeam e membro dello staff di allenatori del settore giovanile). Un’esperienza che mi è servita per potenziare la frazione acquatica, bella anche sotto il profilo umano. Per la corsa mi ha seguita Paolo Lanfranco di Quality Training. Ad aprile a Milano ho partecipato alla mia prima maratona, chiusa in circa 4 ore. Per la bici facevo le uscite con il mio fidanzato, Alessandro Fervier, o con gli amici della chat “Cycling Friends”: è soprattutto con loro che facevo i lunghi, farli da sola mi sarebbe pesato di più e forse non avrei raggiunto lo stesso livello di forma».
L’intervista prosegue sul Corriere di Savigliano.
