
La “messa granda” va in vacanza: riflessi e malinconie di una decisione che cambia i ritmi del paese. Il secondo rintocco delle 11 per i mesi di luglio e agosto a Cavallermaggiore non spezzerà il silenzio della pianura.
La notizia era nell’aria, ma l’ufficializzazione ha comunque destato un pizzico di nostalgia: la storica messa della domenica alle 11,15 nella chiesa di San Michele è stata temporaneamente sospesa per la pausa estiva. Una decisione forse legata al riassetto pastorale e forse anche al calo fisiologico di presenze nei mesi più caldi, che tuttavia scardina un’abitudine secolare per la comunità.
L’impatto di questa scelta si misurerà soprattutto sul sagrato, che nei mesi di luglio e agosto resterà orfano del suo tradizionale “parlamento contadino”. Proprio nelle settimane in cui la terra esige il massimo sforzo – tra la mietitura del grano e i secondi tagli del fieno – gli agricoltori e la gente che sceglieva questa messa per tradizione, perderanno il loro storico punto di ritrovo domenicale delle 11,15. Il vuoto lasciato dalla sospensione estiva richiama le riflessioni che lo storico parroco don Brunato condivideva spesso sull’evoluzione dei tempi e della comunità.
«Le strutture e gli orari cambiano perchè devono adattarsi alle forze e alle esigenza di una realtà in trasformazione. Ma il cuore della fede di Cavallermaggiore non dipende da un singolo orario. La sfida per la nostra gente, anche quando una messa storica viene sospesa, è saper custodire quello spirito comunitario e portarlo nelle altre celebrazioni, mantenendo vive le proprie radici».
Un invito alla comprensione e al rinnovamento che si sposa con la visione del nuovo parroco don Marco Fogliotti, chiamato a guidare la transazione della comunità parrocchiale.
